Tre criptovalute per investimenti a lungo termine

Tre criptovalute per investimenti a lungo termine

2 Maggio 2021 0 Di AzioniStar

Siamo nel bel mezzo del terzo bull run nella storia delle criptovalute, ovvero uno dei periodi di grande crescita di prezzo, ai quali spesso si succedono altrettanto grandi crolli. Questi ultimi, i crolli, sono essenziali per mantenere vivo questo mercato che, come per tutti gli investimenti, permette la sopravvivenza sul lungo termine solamente ai progetti che abbiano un valore intrinseco.

È partendo da questi presupposti che vi propongo questa breve lista, senza entrare nelle specifiche del bilanciamento del vostro portfolio di investimenti, ma con il semplice obiettivo di elencare quei progetti che hanno, ed hanno mostrato in passato, caratteristiche per le quali è possibile ipotizzare un loro consistente apprezzamento di valore sul lungo termine.

Bitcoin

Non poteva che essere il primo oggetto di discussione. Il Bitcoin è stata la prima criptovaluta creata e scambiata sul mercato e rimane ad oggi la più forte sul mercato.

Le caratteristiche che permettono al BTC di essere ancor oggi la cripto di riferimento e la più appetibile da parte degli investitori sono le seguenti:

  • è la criptovaluta più conosciuta, che ha più volume di ricerche e più notizie che la riguardano.
  • è la più scambiata, ovvero la più utilizzata per entrare nel mercato delle valute virtuali
  • ha Futures ed Opzioni con la quale può essere scambiata da investitori istituzionali senza necessariamente entrare nei meccanismi peculiari delle cripto (wallet, exchanges, etc).
  • Ha il maggior storico, essendo stata la prima ad essere lanciata è stata anche il primo banco di prova per i vari hacking e truffe. Nonostante ciò è ancora sul mercato ed agli investitori non sembra meno appetibile.
  • Ha a proprio supporto la community di sviluppatori più numerosa e rinomata.

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Ethereum

Si tratta della seconda criptovaluta per valore di capitalizzazione ma non solo per questo merita il secondo posto. Questo progetto, pur essendo nato qualche anno dopo quello del Bitcoin (2014), ha provato nel corso degli anni di essere l’alternativa più credibile al BTC, almeno come forma di investimento.

Le ragioni sono le seguenti:

  • Ethereum ha una governance diversa rispetto a Bitcoin. A differenza di Bitcoin ha un proprio leader in Vitalik Buterin, ideatore e fondatore di Ethereum, che sin dalla nascita ne ha dettato le linee guida.
  • La propria piattaforma decentralizzata permette la creazione di smart contracts. Permette la creazione altre criptovalute per dar vita ad applicazioni decentralizzate (DAPP).
  • Il processo di evoluzione è stato diverso ed alternativo a Bitcoin. Ha un modello inflazionistico, ovvero non viene fissato il numero massimo di token sul mercato, ed il meccanismo di consensus sta evolvendosi verso il proof of share ad differenza del proof of work di BTC, permettendo così di ridurre il consumo di energia per la generazione di nuovi token.
  • È in ritardo rispetto a BTC per quanto riguarda gli investimenti istituzionali, ma sembra essere in vantaggio, anche da questo punto di vista, su tutte le altre criptovalute.

In conclusione se il Bitcoin dovesse perdere punti agli occhi dell’opinione pubblica, è l’alternativa più credibile sulla quale si riverserebbero le maggiori attenzioni sarebbe Ethereum.

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Ripple

Nonostante non venga ritenuti dai puristi una criptovaluta vera e propria per via della sua architettura e modalità di rilascio sul mercato dei propri tokens, Ripple si è dimostrata nel corso degli anni una solida alternativa a Bitcoin ed Ethereum.

In effetti Ripple, al di là del fatto che abbia il proprio token XRP, anziché una cripto è piuttosto un protocollo per pagamenti che permette di scambiare qualsiasi tipo di asset a costi molto contenuti.

Le differenze fondamentali con le precedenti criptovalute sono:

  • I propri token sono già stati creati, ma al momento circa la metà di essi è in circolazione sul mercato. Il numero massimo di token sarà di 100 miliardi. Questo avvantaggia Ripple per quanto riguarda il consumo di energia che è necessario alla creazione di nuovi token.
  • Ripple ha una governance molto ben definita, si tratta dell’azienda Ripple Labs, originariamente chiamata Opencoin e fondata nel 2012 a San Francisco.
  • Le transazioni effettuate tramite la propria rete vengono liquidate molto velocemente, tra i 3 ed i 5 secondi, ed a costi molto contenuti.
  • Essendo corporate, Ripple è totalmente dipendente da Ripple Labs, sia in positivo che in negativo. Tra i lati positivi ci sono i finanziamenti, che Ripple Labs ha ricevuto attraverso funding rounds, e la possibilità di quotazione in borsa, che sarebbe agevolata rispetto ad altre criptovalute. Tra quelli negativi ci sono ad esempio le controversie legali che hanno attraversato e stanno ancora recentemente mettendo a repentaglio la storia di questa cripto.

In fin dei conti la ragione principale per investire in Ripple è la stessa per cui si consiglia Ethereum. Ripple propone caratteristiche diametralmente opposte sia a Bitcoin che Ethereum e per questo ritengo che l’insieme delle tre rappresenti una valida diversificazione di investimenti nella sfera delle criptovalute.

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